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La Linea, come l'impasto, consegnano durezza mostrano una secca trama operativa compaiono tra i paesaggi "Trazzera"(1940) volti e figure del mondo del lavoro.

Si preannuncia la stagione del Realismo quando Gianbecchina, nel 1941 fa ritorno a Palermo come docente all'Accademia di Belle Arti.

Il desiderio del "vero e di ciò che nel "vero" s'agita, si attestano con veemenza nell'opera di Gianbecchina, e, nello stesso tempo, si vanno caricando del desiderio di trascendere ogni forma di naturalismo.

Comincia un'analisi più profonda del Paesaggio visto essenzialmente come teatro del lavoro, dove, nello stesso tempo, vi si agita una sottile gioia per quel ritrovare la dimensione arcaica dei luoghi tanto cari all'Artista: "La Mia Terra"(1940-1943) "Valle del Belice"(1940).

Contatti

Archivio Gianbecchina
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alessandro@gianbecchina.it